Minnie la candida

venerdì 23 febbraio


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Ore 21:15

Scritto da

Massimo Bontempelli

Regia

Luciano Lessi
Spettacolo consigliato a
Tutti
Cast
Minnie
Alessandra Donati
Skagerrak
Alessandro Weiss
Tirreno
Leonardo Barinci
Adelaide
Anna Paola Capitini
lo zio di Skagerrak
Sandro Andreini
Astolfo, cameriere
Riccardo Monzani
Arabella
Maria Pia Capitini
la famiglia
Domenico Cascio
la famiglia
Maria D'Eramo
la famiglia
Enrico Crea
la famiglia
Daniela Salucci
un medico
Massimiliano Turrini
e con
Federico Del Nista
e
Michele Bernardini

Sinossi

Tratto dal racconto “Giovane anima candida” del 1924 e scritto su sollecitazione di Pirandello nel 1927, "Minnie la candida" - il capolavoro teatrale di Bontempelli - è un dramma fiabesco, e pur plausibile, che si consuma in un'atmosfera sempre oscillante tra l'incubo e il gioco.
In una cornice scenica tradizionale, Bontempelli supera i moduli del teatro borghese per raggiungere una propria verità poetica nel personaggio di Minnie che, ben strutturato e estremamente logico pur nell'assoluta follia, rappresenta l'esasperarsi di una situazione esistenziale, l'insofferenza per le "maschere" e gli "artifici" che la vita impone a tutti. Non è difficile riconoscere in lei gli "uomini-rinoceronte" che vivranno trent'anni più tardi sulle scene di Jonesco.
Massimo Bontempelli - con “Minnie le candida” - è riuscito a portare sul palcoscenico l'intelligenza e l'ambizione filosofica: è questa la ragione per cui egli è stato affiancato dai critici a Pirandello, nel comune intento di elevare il teatro italiano a livello europeo.  Vita inautentica e dissociazione dell’Io, Minnie vive il contrasto tra il suo innocente candore e il mondo esterno, artificiale e in questa sua follia finisce con lo stare dalla parte della verità: crede finti tutti gli uomini e si convince di essere finta essa stessa, perché nella società moderna tutto è artefatto, costruito. Combattuta tra bisogno di certezze e finzione, Minnie non può che uccidersi e per portare a termine questo suo intento fa propria la malizia del mondo inautentico che le sta intorno e diventa una commediante. Mercificazione, alienazione, mistificazione, massificazione, robotizzazione sono i termini i cui concetti fanno di “Minnie la candida” un’opera che sembra scritta oggi anche se è doveroso dissentire – oggi – sul modo in cui viene risolto il problema: il suicidio è veramente una sconfitta. D’altra parte , il “suicidio” di Minnie non va preso alla lettera. E’ il gesto simbolico con cui essa porta a termine la sua missione, esaurisce il suo compito, preannuncia il suo messaggio, mettendo esplicitamente in guardia, tramite un autentico sentimento d’amore, le persone che le sono care: sottrae il fidanzato Skagerrak alle leggi del profitto e l’amico Tirreno alla convenzione dei vincoli matrimoniali.
Minnie si elimina per far capire a tutti noi i pericoli di un mondo massificato, privo di disponibilità umana, di gioia, di poesia. «La Minnie del dramma – scrive l’autore – con la sua intelligenza elementare soverchia esemplifica tutto il mondo che le sta intorno; la sua interpretazione candida della realtà sale in quella zona in cui pensiero e immagine sono fatti della stessa sostanza, e lo stesso dolore umano assume il colore d’un pianto di stelle».


Come Arrivare
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