Torna O Porto di Livorno traditore...

È una sensazione strana quella che si ha quando un giorno, entrando nella propria camera o studio o soggiorno. Avvertiamo che manca qualcosa, tutto sembra normale, come sempre: i mobili sono sempre li stessi, qualche libro od oggetto manca o non è al proprio posto, ma la stanza è sempre la stessa, allora cos'è che ci dà quella sensazione?
Ci pensiamo, cerchiamo di capire, poi diventa chiaro: siamo noi che siamo cambiati, che non ci comportiamo più come prima. Abbiamo modificato i nostri comportamenti e quei mobili, quegli oggetti, quei libri sono diventati quasi inutili, non li usiamo più o non ci interessano più.
Accade lo stesso con le tradizioni popolari culturali proprie della nostra città: crediamo di poterne fare a meno, che ormai sono un retaggio del passato, ma poi per vari motivi ci accorgiamo che ci mancano, che sono ancora parte di noi e che vorremmo poter recuperare.
"O porto di Livorno traditore..." viene portato in scena proprio con questo scopo, cercare attraverso la rappresentazione teatrale di ricordare, rinverdire, far conoscere situazioni, modi di dire, comportamenti, brani musicali, stornelli, sonetti, prose e poesie proprie della tradizione culturale popolare della nostra città.
Ci auguriamo di riuscire in questo, o di poter almeno incuriosire e quindi spronare ad un nuovo interesse per lo "stare insieme", soprattutto i giovani che avremo avuto la fortuna di avere presenti al nostro spettacolo
Sandro Andreini

Con Daniela Salucci (Francesca, la cuoca), Sandro Andreini (Tribolo, il padrone), Leonardo Barinci (Primo cliente), Michele Bernardini (Secondo cliente), Fabio Max (Terzo cliente), Elena Peebes (Irene), Valerio Borra (Uno del pubblico), Maurizio Pastacaldi (Puce delle baracche), Massimiliano Bardocci (Attilio, il chitarrista)e la regia di Sandro Andreini.