TaC - Grido d'Amore Edith Piaf di Gianni De Feo - Venerdì 17 febbraio ore 21:30

Il Centro Artistico Il Grattacielo è lieto di presentare il prossimo spettacolo della rassegna “TAC – Teatro Al Centro”, in scena

venerdì 17 febbraio ore 21:30

Spettacolo musicale

di Gianni De Feo

GRIDO D’AMORE EDITH PIAF

Testo di Ennio Speranza

Diretto e interpretato da Gianni De Feo

Alla fisarmonica Marcello Fiorini

Costumi Roberto Rinaldi;

scenografia Franco Grasso;

arrangiamenti Marcello Fiorini

A poco più di cento anni dalla nascita della grande artista francese, Gianni De Feo ripropone GRIDO D’AMORE, che vede il suo primo debutto al Teatro Belli di Roma già nel 2006.

Più volte ripreso a Roma, lo spettacolo è stato poi portato durante gli anni successivi in tournée nazionale, tra cui Milano, Genova, Firenze, Napoli e poi il Teatro Gobetti di Torino nella programmazione dello Stabile, e in Svizzera, suscitando grande consenso di critica ed emozionando il pubblico attraverso la storia appassionante e travagliata di una donna acuta ma al tempo stesso sregolata. Una donna che ha riversato nella voce la febbre di una vita difficile, spezzata da alti e bassi, colma di generosità, di allegria, di disperazione, di egocentrismo. In lei una fusione di impulsi e sensazioni: liberazione sessuale, alcool, droga, amori convulsi. Una donna che ha avuto incontri, scontri, che è stata ispirata e che ha ispirato. Jean Cocteau, che scrisse per lei Le bel indifférent e le rimase amico per tutta la vita fino al punto di morire lo stesso giorno, di lei disse: “Non ho mai conosciuto una persona meno parsimoniosa con la propria anima. La sperperava, ne gettava l’oro dalle finestre”.

De Feo, accompagnato dal suono evocativo di una fisarmonica, racconta e canta le canzoni della “chanteuse realiste” vestendo i panni di un poeta vagabondo, un clochard dei nostri tempi, un cantastorie di strada che, nel ripercorrere alcuni frammenti della propria vita, ripropone i passi dell’esistenza straordinaria di Edith Piaf, un’artista il cui sguardo e la cui voce hanno segnato un’epoca e sono entrati a far parte di un mito. Sulla scena un paio di ali bianche sospese nel vuoto come a delineare il fluttuare dell’anima. E il poeta vagabondo conclude infine il suo canto: “Brindo a te, brindo a tutti quelli come te, ai migliori ai peggiori, ai modesti, agli immodesti, a chi l’ha conosciuta la gloria, a chi non l’ha mai assaporata e a chi di gloria è morto.

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Vi proponiamo di seguito alcune recensioni:

“… Non semplicemente un concerto, ma un vero spettacolo teatrale, che emoziona e conquista. Assolutamente da non perdere.”

Civitavecchia Oggi - Aurora Acciari

L’ottimo Gianni De Feo con Grido d’amore al Teatro Belli di Roma. Canta Padam padam, l’accordéoniste, Milord, le roi a fait battre tambour e al tempo stesso racconta Edith, racconta Parigi, un modo di esistere, l’estrema consapevolezza che la vita è tragica e leggera come il fumo di una Gauloise soffiata nella nebbia di una stazione ferroviaria francese.”

Left - Marcantonio Lucidi

Non è il racconto di una vita, ma un omaggio a una donna che ha saputo trasfigurarla…lo spettacolo che Gianni De Feo incarna e dirige.”

Il Tempo – T. D. M.

“… Ci sono solamente un paio di ali sul palcoscenico per Grido d’amore, interessante per nulla scontato testo di Ennio Speranza, che intervalla frammenti della vita di Edith Giovanna Gassion, detta “il passerotto”, con canzoni più o meno celebri interpretate dal potente Gianni De Feo, anche regista della pièce… Un’ora abbondante di teatro-canzone, senza sbavature né eccessi… pioggia di applausi.”

Il Messaggero – Paola Polidori

“… in scena, vestito con gli abiti di un dandy d’inizio secolo finito tra i clochard del lungosenna che pian piano quegli abiti se li toglie di dosso, come a denudarsi l’anima, c’è un attore-cantante straordinario che sembra uscito da una vecchia pellicola francese, un “beau garçon” dal fascino ambiguo che trasforma l’aneddotica e il repertorio di motivi più o meno celebri in puro batticuore, mito rivissuto. Una serata da non perdere.”

La Repubblica – Nico Garrone

De Feo gioca e insieme idolatra la Piaf… Una dedica d’artista a tutti gli artisti.”

Il Messaggero – Rita Sala

L’interprete ha saputo raccontare e cantare Edith Piaf in modo così magistrale da provocare dieci minuti di applausi alla fine dello spettacolo.”

Il Saviglianese, Teatro Milanollo di Savigliano (Cuneo) – Vincenzo La Porta

Gianni De Feo riesce con bravura eccezionale a ripercorrere la vita artistica della Piaf, ma non si limita a interpretare le sue canzoni …”

Claudio Elli, Teatro Libero di Milano

“… l’attore (tra i migliori che sappiamo unire capacità recitative a quelle canore)…”

Italia Sera – Annalisa Venditti

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E le parole dello stesso De Feo:

Cantare Edith Piaf, l’inimitabile mito della canzone francese del novecento che ha segnato un’epoca con la sua prorompente personalità, può rappresentare uno dei più insidiosi rischi nel percorso creativo di un artista. Consapevole del pericolo (e attratto dall’insidia) mi sono avvicinato, da attore-cantante, con estrema cautela al personaggio senza cercarne alcuna identificazione, impossibile tra l’altro. Mi sono piuttosto limitato, per così dire, ad evocarne l’essenza emotiva, osservandone dall’esterno la gestualità, il ritmo, la fissità dello sguardo, la vibrazione vocale. Ragione per cui, la mia personale interpretazione “tutta al maschile” di quelle canzoni, note alla maggior parte del pubblico internazionale, si esprime con il doveroso distacco necessario a non compromettere quel mondo “tutto al femminile” di una cantante che ha saputo interpretare l’amore nelle sue molteplici sfaccettature con estrema passione. Considero tuttavia che il distacco interpretativo non può annullare del tutto la fluidità dell’anima, il battito cardiaco, l’abbandono sensuale. Gli ostacoli e le difficoltà incontrate durante lo studio e l’ascolto della voce della Piaf hanno man mano fatto maturare in me l’esigenza di raggiungere una sintesi, forse un compromesso tra forza espressiva e rarefazione evocativa, tra potenza passionale e dilatazione onirica. Tra maschile e femminile.

In questa mia ricerca interpretativa ho voluto restituire al pubblico le atmosfere di un’epoca senza tempo, con uno sguardo contemporaneo e un gusto per il passato in costante equilibrio, accompagnato dal suono della fisarmonica negli arrangiamenti di Marcello Fiorini. L’ironia, il senso del gioco e il piacere della leggerezza sono stati ingredienti fondamentali per rendere omaggio al mito e alla sua personalità, che si espande come un’eco lontana ma ancora presente lungo le gallerie della memoria. In ultimo, non ho voluto tradurre le canzoni perché quella lingua, la lingua francese, parla la voce di Piaf. In questo almeno, ho cercato di non tradirla.

E così…Io canto Piaf.”

Gianni De Feo

 

Il costo del biglietto è di €12,00 non-Soci e €10,00 Soci.

 

Per le prenotazioni o per maggiori informazioni

è possibile consultare la pagina facebook,

telefonare allo 0586 890093 dalle 17:00 alle 19:00,

oppure scrivere all’indirizzo segreteria@livornoteatro.it.