Inizia la Stagione Off del Piccolo Teatro con Falò

Quest'anno il Piccolo Teatro Città di Livorno ha voluto dare spazio alla ricerca, offrendo l'opportunità a due registi di realizzare degli studi su drammaturgia e interpretazione. Nasce così questa breve stagione che è stata chiamata Teatro Off - La ricerca nel Teatro ed oltre... con la speranza di poter replicare nei prossimi anni.

Sono stati scelti due progetti a lungo respiro, e sono stati portati avanti da Maurizio Paolo Formichini Gori e Andrea Iacoponi che rispettivamente porteranno in scena Falò (nato da un laboratorio di teatro d'insieme della durata di un anno) e una rivisitazione del classico pirandelliano Sei personaggi in cerca d'autore.

Nell’esperienza del “teatro d’insieme”, il cui risultato andrà in scena questo fine settimana, lo spettacolo prende spunto da un motivo drammatico senza però che si faccia ricorso ad un testo predefinito né interno né esterno al gruppo. Il racconto che ne risulterà non procederà dalla realizzazione del testo spettacolare nel suo complesso, ma, al contrario, lo accompagnerà. La dimensione narrativa infatti crescerà col crescere del lavoro collettivo, e così anche la definizione dei vari personaggi.
Una delle principali caratteristiche di questa esperienza sta proprio nel fatto che il processo narrativo-spettacolare procederà di pari passo con l’evolversi del quello dinamico-relazionale necessario alla realizzazione del gruppo.
La veste compiuta dello spettacolo sarà frutto di un lavoro che si evolve grazie ad una continua trasformazione, dove il “principio di apposizione”, che avrà luogo durante le prove, porterà infine ad una forma scenica definitiva.
Le prove, in realtà, sono il momento in cui ha luogo il vero e unico processo creativo. Non più messa in scena e rappresentazione di qualcosa di già scritto, ma possibilità di una progressiva elaborazione scaturita da confronti, relazioni e reciprocità, da “momenti di vita” insomma, condivisi dal gruppo degli attori e dal regista.
Se il nucleo tematico e lo spazio scenico rappresentano i materiali di partenza offerti dal regista agli attori , questi a loro volta offriranno durante il percorso materiali, quali azioni, gesti, sonorità della voce, immagini, scritti propri, citazioni, musiche, e quant’altro ancora possa confluire nel lavoro finale.
La drammaturgia che progressivamente verrà definita sarà dovuta ad un lavoro, “in divenire” e “di sintesi-integrazione continua”, operato fondamentalmente dal regista (“coordinatore”), che organizzerà, monterà e ordinerà il testo spettacolare a partire da quell’insieme diverso di materiali e codici fornito dal gruppo degli attori.
A ben guardare perciò sarà una drammaturgia scritta in gran parte, se non direttamente, dall'attore, e, certamente, attraverso un contesto di gruppo dove l’attore stesso rivestirà già sin dall’inizio del processo il ruolo fondamentale di artefice e protagonista indispensabile per la realizzazione del progetto.

Quattro personaggi, in qualche modo legati al mondo del teatro, si ritrovano su un luogo di partenza, pronti ad intraprendere un viaggio per il quale la fantasia e la creatività costituiscono gli elementi indispensabili perché il percorso possa realizzarsi.
La loro immaginazione li porterà a bordo di un gran veliero e a navigare per terre lontane e ignote.
Colta da una grande tempesta, la nave colerà a picco, dopo essere stata sbattuta violentemente dai marosi contro gli scogli. I nostri personaggi allora, finiti tra le onde del mare in tempesta, saranno presto inghiottiti da un enorme cetaceo.
Tuttavia, la sorte non riserverà ai quattro un’ orribile fine. Il cetaceo, infatti, ormai vecchio e stanco, morirà spiaggiandosi sulla riva di una isola sconosciuta.
Usciti dalla bocca dell’enorme pesce, sfiniti dai terribili avvenimenti, si addormenteranno sulla spiaggia. Il canto degli uccelli e strane musiche li risveglieranno. Scopriranno allora di essere ancora vivi. Si abbracceranno piangendo di felicità, per poi accorgersi delle meraviglie dell’isola, luogo inesplorato e strano, eppure così ricco di bellezze e di frutti.
Troveranno, seminascosto nella sabbia, un vecchio quaderno di appunti contenente un messaggio, la cui lettura spingerà ognuno dei quattro ad una sorta di “esposizione” di sé, raccontando agli altri con profonda sincerità parti del proprio io e della propria storia.
Sentirsi riconosciuti e riconoscersi trasformerà i quattro compagni finalmente in un gruppo da cui poter trarre la forza necessaria ad andare avanti per poter ritornare al mondo civile che avevano lasciato. Fermamente convinti ora di potercela fare, si renderanno anche conto di non essere più quelli che erano all’inizio del viaggio, perché arricchiti dalla loro incredibile e fantastica avventura. E la costruzione di un gran falò sarà proprio il simbolo della possibile crescita e del cambiamento avvenuti in loro.

Con Elena Biondi, Francesco Matteucci, Silvia Michelucci, Riccardo Monzanie la regia di Maurizio Paolo Formichini Gori.